ALLO SPECCHIO

Nota. Ho deciso di non procedere oltre con l’aggiornamento di questo blog, e di limitarmi a completare le parti che ancora meritano cura. La funzione per la quale è stato creato nell’inverno drammatico del 2012 può considerarsi conclusa con la mia partenza da Reggio, e con l’apertura di nuovi percorsi di vita e di ricerca che qui possono trovare solo marginalmente senso e spazio. A questo scopo, ho aggiunto l’ultima sezione mancante, “a Ravenna”, nella quale descriverò sinteticamente i risultati progettuali dei processi di rigenerazione urbana ai  quali sto collaborando. Rimane la volontà di conservare queste pagine come un archivio della mia “gioventù allargata”, e per il resto di lasciarle al loro destino di messaggio nella bottiglia. (Ravenna, aprile 2016)

Questa pagina nasce dall’esigenza personale di raccogliere gli esiti dei percorsi di ricerca, di vita, di studio e di lavoro che ho seguito nei miei anni, in un luogo che fosse aperto al loro confronto e al tempo stesso, alla comunicazione con altre persone.

Trame silenziose racconta questi percorsi attraverso i ragionamenti, i disegni, i pensieri che ne hanno accompagnato i momenti salienti, raccolti come sintesi del mio lavoro, ma ancor prima, della mia esperienza di persona curiosa del mondo che mi sta attorno; al quale ho cercato di corrispondere allargando il raggio delle mie esplorazioni, alla ricerca di strade che mi portassero un po’ più in là di dove potevano arrivare i miei occhi.

Una parola: architetto

Quello che più mi affascina della mia attività professionale è la possibilità di affrontare le problematiche dell’uomo ponendole in termini di “ecosistema”, di aprire il diaframma proprio del tema tecnico fino a includere nell’inquadratura i sistemi di relazioni che gli individui intrecciano con il loro contesto, e di indagarli nella loro complessità. Sulla base di questo approccio, il mio impegno ha variato dall’architettura sostenibile alla riqualificazione urbana alle energie rinnovabili, per convergere infine sui processi di rigenerazione urbana quale campo di una possibile sintesi delle variegate esperienze, e quale strumento privilegiato per incidere realmente nella realtà contemporanea. Filo comune di questi tentativi, la mia convinzione che la pratica professionale non possa rinunciare mai a costituirsi come un percorso culturale ampio e condiviso, nel quale includere come elemento costitutivo la volontà di contribuire ad un cambiamento autentico. Dalla stessa motivazione è scaturito anche il mio impegno nel volontariato, dentro ad associazioni come LegambienteGenerazione Articolo 3, Partecipazione e AUDIS, che si adoperano per un progresso più solidale, equilibrato e consapevole.

Questo sito, in due parole

Matita, penna, mente, colori: le pagine in cui è organizzato questo sito rappresentano strumenti per esprimere quello che attraverso di noi si riflette nel mondo. Ritengo che sia altrettanto importante lasciare che qualcosa del mondo si rifletta in noi, attraverso i nostri pensieri e le nostre sensazioni, quanto cercare di costruirne una traccia, che possa essere lasciata al di fuori di noi, a disposizione degli altri. Per questa stessa ragione, non riesco a stancarmi di viaggiare nel mondo delle tracce che altri hanno lasciato prima di me, e continuano a lasciare, perché in ognuna di esse non vi è soltanto il ritratto di una esperienza individuale, irripetibile e forse, non più localizzabile nelle nostre vite, ma prima di tutto, il racconto di un tentativo di connessione con il mondo, che non smette di chiamarci in causa. E certo vorrei che queste pagine fossero di più, e che ad ognuna corrispondesse un tentativo di  sviluppare consapevolezze e percorsi nuovi, e nuove connessioni; ma ancor più vorrei, che dall’intreccio di queste trame si delineasse una visione più ampia e lineare dei singoli segmenti di racconto che le compongono.

Tre nomi, per un inizio

Alla frequente domanda su quali persone abbiano avuto più influenza nella mia vita culturale, da tempo mi ritrovo a rispondere, quasi istintivamente, nella stessa maniera, e torno così a tre persone fra le tante che vorrei ricordare, alle quali continuo ad associare l’apertura di orizzonti che rimangono incredibilmente attuali e fertili, al punto da sembrare inesauribili.

Queste persone corrispondono ai nomi di Edmund Husserl, Paul Klee, e John Cage.

La copertina è tratta dal quadro di Paul Klee "Burg und Sonne", 1928
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